Le conifere nane

I nostri treni da giardino possono correre in ogni ambientazione, ma curare l'aspetto estetico del paesaggio "in scala" , anche dal punto di vista delle vegetazione, può dare il qualcosa in più che appagherà pienamente gli osservatori: riportiamo di seguito un interessante articolo riferito alle conifere nane (tratto da www.verdiincontri.com).


conifere nane

Un errore molto comune nel pianificare le piantagioni in giardino è quello di scegliere le piante, alberi od arbusti, non tenendo conto delle loro dimensioni definitive, finendo poi per avere piante sovradimensionate rispetto al luogo in cui si trovano. Molte piante sempreverdi sono assai attraenti quando sono ancora piccole, ma nel tempo, crescendo, tendono a far sembrare insufficienti le zone in cui sono situate, alterando le proporzioni del giardino e tendendo a farlo sembrare 'ingolfato' di piante. Siamo quindi costretti a spostare le piante mal posizionate, oppure a potarle energicamente, soluzioni che comportano dispendio di tempo, denaro ed energie, indebolendo nel contempo le piante interessate e favorendo l'insorgere di patologie. Un criterio per evitare questo problema, in particolar modo nei giardini abbastanza piccoli, è quello di utilizzare le cosiddette 'conifere nane', presenti ormai in grande varietà in quasi tutti i garden e nei vivai delle nostre città.


conifere nane

Per definizione una conifera nana è una pianta sempreverde a crescita molto lenta, con foglie aghiformi o squamiformi, che produce coni ed è priva di fiori. I Giapponesi sono stati i primi, sin dai secoli passati, a preservare e riprodurre le varietà inusuali ed a crescita molto lenta che talvolta comparivano tra le conifere dei loro vivai, con l'obiettivo di ricreare rappresentazioni in scala ridotta degli scenari reali. Negli ultimi decenni anche i vivai occidentali hanno selezionato numerosissime varietà adatte a risolvere qualsiasi esigenza, anche perché oggigiorno, con le dimensioni delle case e dei giardini che tendono a ridursi, le conifere nane sono più proporzionate alle nostre esigenze paesaggistiche rispetto ai loro progenitori in scala naturale. Le conifere nane sono piante a ridotta manutenzione, di crescita lenta, a volte anche di pochi centimetri l'anno: il termine 'nano' sta quindi a significare una crescita molto ridotta rispetto alla specie tipo, non una vera e propria miniaturizzazione. Un abete nano sarà quindi molto più piccolo di un abete standard avente la stessa età, ma potrà anch'esso, in un tempo molto più lungo, raggiungere un'altezza di 10 metri.


conifere nane

Che origine hanno le conifere nane e perché hanno questa caratteristica? La maggior parte di esse deriva da seme, altre sono originate da mutazioni verificatesi in rami o branche e quindi riprodotte per talea dai vivaisti. Quelle del primo tipo sono più stabili e raramente si ha una reversione verso la forma standard, mentre le seconde possono tendere a ritornare normali. Il nanismo può anche essere ottenuto mediante la riproduzione vegetativa di rami che mantengono le caratteristiche giovanili o hanno uno sviluppo più debole o rallentato rispetto agli altri rami della pianta madre. Le conifere nane si adattano bene a qualsiasi tipo di terreno, purché sia ben drenato e moderatamente ricco di sostanza organica. La gran parte predilige posizioni soleggiate, e una volta acclimatate richiedono scarse cure colturali. Vista la limitata crescita la richiesta di fertilizzante è assai modesta, anzi una sovra-alimentazione può causare uno sviluppo anomalo delle piante e far perdere loro le caratteristiche di nanismo. Una pacciamatura con torba, corteccia di pino o foglie, utile per preservare l'umidità del terreno e per controllare lo sviluppo di infestanti, fornisce anche una adeguata quantità di nutrienti.


conifere nane

Se posizionate in uno spazio ristretto, le conifere nane sono assai attraenti, perché è molto varia la loro forma, il tipo di fogliame ed il colore. Sono adatte nelle bordure come schermo per le fioriture, garantendo colorazione e vita al giardino anche in quei mesi in cui gli arbusti perdono le foglie e le piante da fiore soccombono ai freddi. Possono essere impiegate anche come piante base per giardini rocciosi, dove formano un ottimo elemento di contrasto con le piante alpine, i bulbi e le perenni, oppure come tappezzanti in zone scoscese e soleggiate. Sono anche molto adatte per collezioni tematiche in piccoli spazi o nelle bordure di arbusti inframmezzate a cespugli fioriferi. In generale si dimostrano quindi piante assai versatili, il cui uso può essere limitato solo dalla fantasia del progettista del giardino. Un difetto che possiamo trovare in queste piante è il costo relativamente elevato, a causa della complessità della propagazione, del difficile reperimento delle talee e della lenta crescita che ritarda la loro commercializzazione: sono però molto suggestive, ed il tempo che risparmieremo nella loro coltivazione ripagherà ampiamente la maggiore spesa iniziale. Sono inoltre relativamente più resistenti alle malattie rispetto alle altre piante, essendo suscettibili solo agli attacchi del ragnetto rosso. Proprio questi motivi hanno decretato un loro largo impiego nei giardini progettati appositamente per avere un basso livello di manutenzione.


In ogni caso crescono però meglio se prestiamo attenzione a certi dettagli durante la piantagione e la crescita. La maggior parte è coltivata in contenitori e può essere piantata in ogni stagione dell'anno: la messa a dimora nel tardo autunno è però sicuramente preferibile, perché le radici avranno modo di espandersi ed acclimatarsi prima del sopraggiungere del gelo. Una leggera somministrazione di fertilizzante al momento dell'impianto è sicuramente utile. Inoltre non dovrebbero essere piantate vicino ai muri soleggiati esposti a sud, dove la temperatura sale notevolmente durante gli assolati pomeriggi estivi. Anche le conifere nane si avvantaggiano di potature che eliminino i rami danneggiati e che tendano a far conservare loro la forma, in particolare in piantine coltivate come siepe, sculture topiarie e bonsai. Il periodo di potatura è assai importante: i pini e gli abeti, che hanno una crescita importante e veloce in primavera e che diminuisce in estate, devono essere potati quando le fresche gettate si stanno espandendo, pizzicando e rimuovendo circa la metà delle nuove 'candele'; le altre conifere nane, come ginepri e tassi crescono in modo continuo e quindi possono essere potate in qualunque periodo, tranne Agosto e Settembre, mesi nei quali si stimolerebbe nuova vegetazione che sarebbe danneggiata dalle gelate invernali.

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